Amburgo
Germania, mondo.
Storie tra Italia e Germania
Tedeschi, cultura e tendenze

Weekend review: gesticolare italiano, Mexikaner amburghese ed esercito russo.

 

uno shot mexikaner

Gesticolare

Venerdì, un Maracuja Cocktail post-lavoro al Katze Bar, a Sternschanze. Tema ricorrente è stato: quanto gesticolano gli Italiani. Non posso dire proprio nulla per smentirlo, perché credo che, anche in quel caso, gesticolerei. Altri Italiani all’estero mi hanno raccontato dello sconcerto che provano quando notano che l’interlocutore straniero fissa loro le mani, come se non volesse perdersi neanche un minuto dello spettacolo “Ecco a voi l’Italiano gesticolante”. A me non è mai capitato; oppure, grazie al cielo, non me ne sono mai accorta. Sono certa che, per l’imbarazzo, inizierei a gesticolare ancora più di quanto non faccia di solito.

Mexikaner

Sabato sera al Grüner Jäger. Un inglese di Manchester mi vede ordinare un Mexikaner e dice: “Chiedo scusa, io sono molto inglese. Cos’è quella roba?”

Io, didattica: “Si chiama Mexikaner. E’ una cosa tipica che si beve qui a Sankt Pauli. E’, tipo, un Bloody Mary in versione shot”

Lui: “Ma è terribile”

Segue breve e piacevole small talk di fronte al bancone, poi ci auguriamo buona serata e torniamo ciascuno dalle rispettive genti. La ricetta del Mexikaner é sulla pagina Facebook di Franz. Chi preferisce la birra, deve optare per l’Astra.

Armata rossa

Domenica pomeriggio. Il mio nuovo coinquilino ed io aspettiamo la metro alla Stazione Centrale. Gli unici supermercati amburghesi aperti anche la domenica, per quel che ne so, sono l’Edeka dell’Hauptbahnhof, appunto, e il Lidl dentro la stazione di Altona. Sul binario, poco distante da noi e dalla nostra spesa per delle lasagne vegane che alla fine non abbiamo preparato, c’è anche un soldato russo della Seconda Guerra Mondiale.

Io: “Voglio una giacca come la sua”

Nuovo coinquilino: “Ma… secondo te… è vero?”

La metro arriva, montiamo. L’occasione è irresistibile: il mio nuovo coinquilino ed io andiamo a sederci di fronte al soldato russo della Seconda Guerra Mondiale.

Lo osservo in ogni dettaglio, concentrandomi per tenere lontana una ridarella che sento sempre più imminente. E’ un omone grande e grosso con una faccia straordinariamente rotonda e rosea, gli occhi chiari e – attenzione  –  tutti i denti d’oro. Indossa degli stivali neri da soldato russo della Seconda Guerra Mondiale, dei pantaloni da soldato russo della Seconda Guerra Mondiale, una giacca da soldato russo della Seconda Guerra Mondiale, un vistoso colbacco da soldato russo della Seconda Guerra Mondiale. Con gli stemmini, le onoreficenze, tutto.  Porta un anello d’oro voluminoso e pacchiano alla mano destra; con la mano sinistra regge una borsa di pelle nera.

Ben presto però, con mio grande stupore, succede che il soldato russo della Seconda Guerra Mondiale comincia a indicarmi insistentemente. Non riesco a capire se si riferisca al mio smalto, alla borsa che reggo o al mio ginocchio. Guarda il mio coinquilino, guarda me, sorride coi suoi bei denti d’oro, punta il dito verso la mia borsa (o verso il mio ginocchio – continuo a non capire cos’ha visto che gli piace tanto) e sussurra Karasciò, karasciò. Con il mio nuovo coinquilino che parla al cellulare e non si accorge di niente, il soldato russo della Seconda Guerra Mondiale continuerà a indicare il mio ginocchio e dire Karasciò fino al momento di scendere dalla metro.

Amburgo by night

Buon lunedì.

Monday 11 February 2013 ore 17:19

Commenti

  1. Torquitax (Monday 11 February 2013 ore 18:33)

    Commento la sezione “Gesticolare”. Io gesticolo. Gesticolo tantissimo. Tanto quanto una bertuccia del Bengala. Senza rimedio e senza remissione. Ai tempi del tirocinio una delle mie colleghe mi chiese di nascondere le mani quando parlavo con lei. Perchè -spiegò- finchè agiti le mani non riesco proprio a seguirti. Non riesco ad ascoltarti e contemporaneamente vederti gesticolare. O ascolto te che parli o guardo le tue mani muoversi. Da quel giorno ho fatto del mio meglio per accontentarla, ma dal mio punto di vista m’aveva chiesto l’impossibile!

  2. Erika (Wednesday 13 February 2013 ore 18:55)

    Beh, Redpoz, ma io trovo che il mio gesticolare sia sempre perfettamente logico, mica agito le mani come una pala eolica… forse però come una bertuccia del Bengala, un pochino, sí ;) Ma concordo con Federico: ci vuole coordinazione e un naturale talento.

  3. redpoz (Tuesday 12 February 2013 ore 13:56)

    quando mi fanno notare il gesticolare, cerco di controllarmi un pò. ma non dura più di un paio di minuti.
    al massimo, ma già credo di farlo poco, mi sforzo di farlo in modo “logico”: che si colga chiaramente un nesso fra moto e concetti e non sembri solo un tic….
    il Mexikaner non potrei mai: aborro il succo di pomodoro… piuttosto assenzio in shots.

  4. Federico (Tuesday 12 February 2013 ore 18:48)

    La mia cosa preferita è quando provo ad insegnare i gesti italiani agli stranieri e fanno un sacco di fatica a riprodurli, anche quelli base. Mi sento stranamente coordinato e in pace con il mio corpo…

  5. Vero (Monday 18 February 2013 ore 03:16)

    Che poi, hai scoperto che voleva dire il soldato russo?

  6. redpoz (Monday 18 February 2013 ore 12:56)

    ma anche io trovo che il gesticolare segua una sua precisa logica!
    (credo la spiegazione migliore l’abbia data Torquitax in questo post: http://torquitax.wordpress.com/2012/07/11/imparare-tedesco-e-7/)
    però, col tempo mi son reso conto che non era affatto scontato per l’interlocutore straniero

  7. Erika (Monday 18 February 2013 ore 15:07)

    io il termine Karasciò lo conosco solo grazie ad Arancia Meccanica, ma non ritengo il mio ginocchio, né la mia borsa, né il mio smalto rosso Cherise Cherry degni di cosí tanta attenzione. Soprattutto da parte di un soldato russo della Seconda Guerra Mondiale. Che, tra parentesi, é stato avvistato nuovamente da una mia collega a Wandsbek.

  8. Jonas (Friday 15 March 2013 ore 18:20)

    Sieht aus wie reine Vitaminen :))