Amburgo
Germania, mondo.
Storie tra Italia e Germania
Tedeschi, cultura e tendenze

Ritter Sport: un circolo vizioso. Quadrato.

Tutti in piedi e facciamo un caloroso applauso al mio subconscio. Stamattina, quando è suonata la sveglia, avevo in testa l’inspiegabile frase

Sento cioccolatini miopi.

 ?!?!?!?!?
Possibile, tra l’altro, che io debba pensare al cioccolato pure mentre dormo? Colpa di dove lavoro. E dire che avevo studiato, accidenti : bachelor, master, corsi postmaster, e in più le lingue straniere. Tant’è, per circa 9 ore al giorno dal lunedì al venerdì, inalo polvere.

Sí: polvere di cacao.

Okay, sto scherzando. Amo il mio lavoro (che – incredibile, di questi tempi – mi permette addirittura di fare quello per cui ho studiato, un lusso). Il mio ufficio, però, si trova esattamente a fianco di una fabbrica di cioccolato. Non ci sono gli Umpa Lumpa (tra parentesi, odio quel film) ma, se mi affaccio dalla finestra, vedo il logo gigantesco e il viavai di tir.

Quando teniamo aperte le finestre, inizia a diffondersi già dal mattino un aroma troppo buono per questo mondo. Col passare delle ore, aumenta d’intensità. Quando vado a prendere il bus, rischio di impazzire. Non potete capire cosa significhi essere esposti ininterrottamente a delle esalazioni di cioccolato. Si diventa scemi.

Come a quasi tutti, anche a me piace il cioccolato, difficilmente rifiuto del cioccolato, però il cioccolato non è mai stato uno di quegli alimenti per i quali ho un culto totemico, come il gelato alla vaniglia, le lasagne, le arachidi e (ecco che le mie origini diventano facilmente intuibili) la focaccia di Recco, la panizza o la pasta al pesto.

E’ stato ad Amburgo che ho cominciato a nutrire un vero interesse per il cioccolato (e a nutrirmene). A farne le spese è stato il mio coinquilino.

Ritter Sport, ossessione al quadrato.

Agli hipster piacciono i triangoli. Io, invece, ho un’ossessione per il quadrato. Se penso al cioccolato in Germania, penso a Ritter Sport. Il pay-off “Quadrato, pratico, buono” non descrive solo un prodotto: racchiude l’essenza di un intero popolo. A proposito di “intero”, per quanto mi riguarda, una tavoletta 4×4 non si lascia quasi mai a metà. Una volta scartata, va finita. O siete in grado di agire diversamente? Io no. Questa  la sintesi grafica del perverso meccanismo:

cioccolato: un circolo viziosoUn mondo di cioccolato a Berlino Mitte.

A Berlino, a due passi dall’Unter den Linden e dalla porta di Brandeburgo, merita una visitina anche il Bunte Schokowelt (“Variopinto mondo di cioccolato”). Questo store della Ritter, con piccolo museo annesso, ha infatti una particolarità: ciascuno può ordinare una tavoletta di cioccolato Ritter fatta su misura e, nel giro di una mezz’ora, vedersela consegnare pronta e impacchettata.

Bisogna scegliere tra una base di cioccolato al latte o una fondente, da combinare a piacere con una vasta gamma di ingredienti: dalle arachidi alle gebrannte Mandeln, dal pepe rosa agli orsetti gommosi.  Le possibilità di abbinamenti inconsueti o rivoltanti sono infinite.

Il signor Ritter però, mi conosce meglio di chiunque altro e distribuisce già su larga scala le mie due combinazioni preferite: Knusperkeks e Rum Trauben Nuss. Che (s)fortunatamente il mio coinquilino non compra mai… e che, pertanto, mangio di rado pure io.

La settimana scorsa, un amico tedesco tanto tanto spiritoso mi ha linkato un video degli anni sessanta nel quale una bruttona cotonata, tale Trude Herr, canta: “Non la voglio la cioccolata, voglio un uomo”.

Trude Herr canta Ich will keine Schokolade

Non aggiungo altro, se non che amo il senso dell’umorismo dei tedeschi e che voglio un Ritter Sport Voll Erdnuss, ora.

Nota: Questo articolo non é stato sponsorizzato proprio da nessuno. Non ci ho guadagnato nemmeno un cioccolatino.
Friday 30 November 2012 ore 20:19

Commenti

  1. Spetta (Friday 30 November 2012 ore 20:39)

    Il Ritter è una DROGA a tutti gli effetti, altro che “prodotto”! Come giustamente hai sottolineato nelle tue origini (che poi sono le stesse mie origini), condivido la passione dei nostri piatti. Le focaccine della Baracchetta a Recco, in primis. :-)

  2. Erika (Friday 30 November 2012 ore 20:55)

    Speditemi della focacciaaaaaa (tradisco Franz con una donna?)

  3. Laura (Friday 30 November 2012 ore 21:10)

    Adorabili!! Per non parlare delle edizioni stagionali… :) Ora ci saranno in giro quelli natalizi tutti pieni di nocciole e spezie, vero? Che nostalgia!!
    PS: L’unica volta che ho lasciato un Ritter Sport a metà ha avuto un intervallo di consumo da una metà all’altra di appena qualche ora, quindi… =__=” ehm. Du bist nicht allein, Schwester.

  4. Erika (Monday 03 December 2012 ore 13:13)

    Laura: Il fatto di essere stata capace di fermarti a metà, seppure per un paio d’ore, é comunque lodevole. Sii sehr stolz, Schwester. Torquitax e Eireen: Cioccolato bianco con cereali spacca, spacchissima. Chry: grazie :) Duran: haha, devo suggerire anche al mio coinquilino di iniziare a nascondere la cioccolata, anziché lasciarmela sempre lí a portata di mano. Ma tanto la scoverei comunque. Sono un segugio.

  5. Torquitax (Saturday 01 December 2012 ore 13:42)

    I RitterSport erano un aspetto imprescindibile della mia quotidianità a Monaco. Non dovevano mai mancare. Ne avevo un paio nel cassetto dell’ufficio, nella dispensa di casa (giusto per variare il gusto ogni tre-quattro ore) e ce li scambiavamo tra colleghi. Insomma eravamo tutti dei gran drogati-assuefatti al cioccolato. Anch’io andavo matto per quelli al Rum e per i Chrispie (cioccolato bianco con cereali)…me li sogno ancora di notte!!

  6. chry (Saturday 01 December 2012 ore 20:44)

    La R-it(T)er è bellissima. Complimenti Erika, splendido articolo! :D
    PS: ora mi hai fatto venire voglia di ritter…

  7. duran63 (Monday 03 December 2012 ore 01:30)

    Geazie…me ne stavo tranquilla qui a leggere e adesso mi tocca andare a scovare dove André ha nascosto la cioccolata..

  8. Eireen (Monday 03 December 2012 ore 11:58)

    Io sono addicted to chocolate. Poi la Ritter… Per quella bianca con i cornflakes credo che potrei fare tutto il cammino di Compostela in ginocchio sui ceci. Credo ci siano anche gruppi di auto-aiuto per uscire dalla dipendenza da Ritter. Perchè è dura, è veramente dura.

  9. Brunhilde (Monday 03 December 2012 ore 23:46)

    Ecco qua la solita guastafeste.
    Io sono fanatica del cioccolato, sì, ma di quello amarissimo, minimo al 70% di cacao. Qua mi contento di muggire di gioia squagliandomi in bocca la Schwarze Herrenschokolade, mentre in Italia compro il Fondente Nero Novi a pacchi.
    (Ci sei stata a Colonia, al Museo della Cioccolata? L’unico al mondo in cui puoi mangiarti il biglietto d’ingresso, eh!)

  10. Erika (Tuesday 04 December 2012 ore 13:26)

    Mai stata! Prendo nota!! Anch’io amo il fondente > 70. Il nome SCHWARZEHERRENSCHOKOLADE, comunque, é proprio tedesco. Volevano mettere paura ai bambini?

  11. Erika (Tuesday 04 December 2012 ore 13:31)

    Oddio, terrificante spot anni Ottanta della Schwarzeherrenschokolade… http://www.clipfish.de/video/2186927/schwarze-herrenschokolade/

  12. Brunhilde (Wednesday 05 December 2012 ore 18:10)

    Guarda quanto sono buona:
    http://www.schokoladenmuseum.de/start.html

  13. Erika (Wednesday 05 December 2012 ore 20:43)

    *Liebe*

  14. redpoz (Thursday 13 December 2012 ore 19:15)

    oddio, io sono un drogato di cioccolato!!
    però il Ritter non esattamente…
    comunque, a Sternschanze c’era (spero ci sia ancora) uno spettacolare negozietto di cioccolata: tavolette, in polvere, da sciogliere… in mille abbinamenti diversi.
    spero tu lo conosca!!

    e ti ringrazio per la dritta a Berlino: imperdibile

  15. Erika (Friday 14 December 2012 ore 14:28)

    Uh no, non lo conosco… dammi le coordinate :)

  16. redpoz (Wednesday 19 December 2012 ore 13:24)

    orpo, le coordinate… mi son fatto dare il loro biglietto da visita almeno tre volte, ma credo di averlo sempre perso (comunque fammi controllare, chissà mai). il che decisamente significa che devo tornarvi!
    sto provando a vedere googlemaps per darti le indicazioni esatte, ma mi ci capisco anche meno.
    Comunque, ricordo bene che era in quella stradina di Sternschanze con tutti i bar con i tavolini all’aperto. potrebbe essere Schulterblatt, nel qual caso credo sia Stüdemanns Kaffee & Teeladen
    http://www.qype.com/place/18107-Stuedemanns-Kaffee-Teeladen-Hamburg

  17. Erika (Thursday 20 December 2012 ore 12:42)

    Ultimamente bazzico a Schanze molto di meno (va a periodi, adesso sono di nuovo in fase Reeperbahn), ma alla prima occasione mi butterò alla ricerca… Redpoz, vielen Dank!