Amburgo
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Storie tra Italia e Germania
Tedeschi, cultura e tendenze

Parlare tedesco, essere cool.

Sulla erre tedesca e altri problemi di comunicazione – seconda parte

Parlare tedesco, essere kühl” era la prima parte. Oggi proseguo.

bandiera tedesca

Situazione ricorrente: L’interlocutore ti guarda come se fossi un freak show ambulante e hai la sensazione che pensi “Ah ah ah, ma che carina questa piccola italiana che prova a parlare tedesco, ora le dico due robe sulla pizza e il caffé che ho imparato l’ultima volta che sono andato in vacanza a Lignano Sabbiadoro e poi vado a fare discorsi più intelligenti con qualcun altro“.

Mia reazione alla situazione ricorrente: dipende da quanto sono di buon umore, ma generalmente c’è poco da fare. Vado in bestia.

Strategia da adottare: attaccare a parlare in inglese. Neppure il mio inglese é perfetto, chiaro; ma, nel 90% dei casi, neanche quello dell’interlocutore tedesco lo é. Quindi, perlomeno, si é in campo neutro. Funziona.

Qualche settimana fa, alla Social Media Week di Amburgo, ho conosciuto un simpatico copy di San Francisco, pure lui discretamente poliglotta, che mi ha fatto notare come la mia “r“ sia molto più marcata quando parlo tedesco rispetto a quando parlo inglese. Pazzesco: non ci avevo mai fatto caso, ma ho dovuto dargli ragione. E’ proprio cosí: dico “right“, e ci siamo. Dico “recht“, ed é rrrrrrecht. Come mai? Ne é seguita una lunga analisi di gruppo e qualche bottiglia di Cider rosé. E’ emerso che:

Quando parlo tedesco, sento l’eco di Bella Italia, mafia, espresso, spaghetti e via dicendo. Mi sento quasi sempre la piccola italiana che deve dimostrare: sono colta! Sono intelligente! Sono brava nel mio lavoro! Capisco il 95,5% di quello che dici!
Quando parlo inglese, penso piú che altro ai contesti nei quali ho imparato l’inglese. Penso a film, telefilm, canzoni e aeroporti. Penso a ostelli londinesi, autisti di bus irlandesi, interpreti cinesi, studenti di filosofia americani, insomma non sto sempre lí a sentirmi attaccata per la mia italianità, quando parlo inglese. Ed é per questo che anche la mia rrrrr sparisce o si fa sentire di meno. Perché penso ad Al Pacino e non a Berlusconi, forse.

Insomma, conclusione zen: la soluzione é dentro di me. Ma se essere zen non bastasse (secondo me non basta), ci sono appositi video su Youtube. Forse i piú utili sono questi due (il primo lo avevo postato qualche giorno fa sulla pagina Facebook di Franz):


 

Poi peró ci sono anche: la ragazza dal divano scrauso, l’inquietante maestrina di mezza età, il ragazzino che fa lo splendido e molto altro utilissimo materiale per capire come si fa a pronunciare la dannata r tedesca. Cosí diversa dalla nostra. Cosí moscia. Basta, devo imparare. Voglio essere come voi. Senza diventare kühl.

 

 

Monday 11 March 2013 ore 15:57

Commenti

  1. redpoz (Friday 15 March 2013 ore 15:12)

    lingua neutra, ottima strategia.
    e giustissima la considerazione sulla pronuncia, per me cambia molto anche col francese.
    però non credo dipenda da me, quanto dalla lingua di destinazione, dai suoi che ho assimilato esser “tipici” di quella pronuncia…
    ad Hamburg con Christin (lei studiava francese) facevamo stupidissime “gare” a chi riuscisse a pronunciare la erre più a lungo… se ben ricordo, la stracciavo.
    adesso mi guardo i video, magari finalmente imparo

  2. Erika (Friday 15 March 2013 ore 15:23)

    io sto facendo piccolissimi pvogvessi.

  3. Fabio (Friday 15 March 2013 ore 23:40)

    Inglese, inglese e ancora inglese. Un “English wall” totalmente privo di qualsiasi inflessione che possa lasciar trasparire anche solo per un attimo la provenienza italica (qualcuno, non so come, ci ha visto dentro un’ombra di accento francese. Io che, in francese, so dire solamente che, per l’appunto, non parlo francese).
    È l’unica alternativa, purtroppo, quando il tuo tedesco è in una fase talmente embrionale da non permettere un discorso di senso compiuto e l’interlocutore nemmeno accenna a venirti incontro dicendo “va bene, parliamo un po’ inglese e un po’ tedesco..e io ti parlo lentamente, così capisci meglio e ti alleni”.

    Ho scoperto Franz da poco e già ho divorato tutti i posts. Complimenti davvero!!
    Tanti saluti da un sud della Germania non così caldo come wikipedia vorrebbe far credere (ma sicuramente più caldo di Amburgo)