Amburgo
Germania, mondo.
Storie tra Italia e Germania
Tedeschi, cultura e tendenze

Quando i Tedeschi parlano dell’Italia

Post acido, ma con un fondo di verità.

italiano con baffoni

1. Vocabolario essenziale.

Quando sentono che sei italiano, di solito, i Tedeschi sembrano rallegrarsi parecchio e pronunciano a caso alcune tra le seguenti parole:

  •  “Bella Italia”;
  • “Spaghetti”;
  • “Prosecco”;
  • “Antipasti”;
  • “Mamma mia” (accompagnato da un curioso gesto con le mani che non farebbe neppure un carrettiere di Spaccanapoli che vuole imitare un carrettiere di Spaccanapoli);
  • “Un tavolo per due, por favor” (vedi  piú sotto alla voce Latinos);
  • O anche, semplicemente (sempre con fare amichevole, perché non si rendono del tutto conto):  “Vaffanculo”.

In generale, capita che gli stranieri più trogloditi se ne escano anche con un simpaticissimo “Italia mafia”. A quel punto, “Vaffanculo” vorresti proprio dirglielo tu.

2. Latino(s).   

I Tedeschi non conoscono fino in fondo la differenza tra italiano e spagnolo, per cui spesso mischiano i due idiomi senza porsi il problema.  E vabbè.

3. FAQ

Le più fastidiose Frequently Asked Questions dei Tedeschi  sull’Italia sono:

  • “Mangiate veramente pasta tutti i giorni?” (con sincera curiosità mista a presa per i fondelli; non ho mai capito esattamente in che percentuale. Magari mi sbaglio io).
  • “Ma dimmi un po’, cosa sta combinando adesso Berlusconi?” (qui, invece, la presa per i fondelli è palese)
  • E purtroppo anche: “Hai parenti/amici/conoscenti mafiosi?”

Poi magari ti diranno che hanno visto un documentario sulla mafia a Napoli(sic) che li ha davvero impressionati. Oppure vorranno sapere aneddoti piccanti sul Bunga Bunga che ancora non sono arrivati sulle pagine dello Spiegel Online (impossibile, peraltro: il pubblico tedesco ama questo genere di storie, sicché i giornalisti dello Spiegel ci saccheggiano con la stessa solerzia degli antenati barbari).

4. Cucina.

Quando ho fatto l’assistente di lingua italiana in un liceo di Münster, durante una delle prime lezioni, avevo chiesto ai ragazzi cosa venisse loro in mente quando sentivano la parola “Italia”. Le risposte erano state abbastanza univoche: calcio, mare e, soprattutto, “il mangiare”.

Alcuni Tedeschi credono assolutamente di sapere, peró non sanno, come si preparano alcuni piatti fondamentali della nostra tradizione. Ho visto pizze margherita composte da cinque strati di formaggio Gouda. Ho visto fare il pesto utilizzando le arachidi al posto dei pinoli. Mi piacciono gli esperimenti, ma prima di disegnare i baffi alla Gioconda bisogna pure avere ben presente che la Gioconda originale non li ha.

pizza

(la pizza di ieri del mio coinquilino, comunque, non sembrava affatto male)

 

Conclusione accomodante

Non sono Claudio Delicato e non mi sento troppo a mio agio a usare toni pungenti, perché poi c’è sempre qualcuno che non capisce un tubo, se la prende e rompe le scatole per settimane, annoiandomi moltissimo. Per costoro, chiudo il post inserendo un link alla canzoncina “It’s a small world after all”. Tra l’altro, ammetto più che volentieri di aver constatato che molti Tedeschi amano sinceramente, e senza clichés, il nostro Paese. A pensarci bene, nonostante tutto, secondo me i Tedeschi ci amano di più di quanto noi amiamo la Germania. O no?

Monday 12 November 2012 ore 12:17

Commenti

  1. Brunhilde (Monday 12 November 2012 ore 12:45)

    Certo che sì, anzi secondo me non ce lo meritiamo nemmeno tutto quest’amore, visti i simpatici epiteti che si sono beccati negli ultimi anni (quel signore di cui ti chiedono ironicamente che dette del “Kapò” all’attuale Presidente del Parlamento Europeo, il suo Sottosegretario al Turismo che dichiarò che i tedeschi scendono in Italia a fare gare di rutti – con conseguente campagna “RimiNix” pompata dalla Bild, gli apprezzamenti da osteria di quel signore di sopra e dei suoi giornali sul deretano della Frau Doktor Bundeskanzlerin, per dirti SOLO le prime tre che mi vengono in mente!).
    No, non ce lo meritiamo. Noi siamo immensamente più permalosi ma siamo così minchioni da credere che basti vincere una partita a calcio per pareggiare i conti.

    Per la cronaca: Münster è la città di Siegfried, in cui 13 anni fa ci siamo conosciuti ed innamorati. La conosco molto bene (ci ho fatto l’Erasmus!) e la amo quanto i tedeschi amano il nostro Paese :-)

  2. Erika (Monday 12 November 2012 ore 13:52)

    Ciao Brunhilde! In realtà non lo so se siamo più permalosi… io qui mi sto armando di pazienza, ma a volte trovo che, quando si tratta di Bella Italia, certi Tedeschi ci vadano proprio pesante con gli stereotipi, le prese per i fondelli e i (pre)giudizi. Da parte loro, invece, hanno argomenti tabú sui quali scherzare é impossibile. Neppure mi verrebbe mai in mente di farlo, non sono idiota, peró su di noi, popolo di imbecilli che si sono cuccati il ditattore Berlusconi, gli sfottó non avranno mai fine; eppure in Germania c’è stato, lo sappiamo, un uomo politico forse altrettanto donnaiolo, ma meno ridanciano e decisamente piú pericoloso. Ognuno pensi piú al suo, per dire, o almeno legga e approfondisca, prima di esprimere giudizi generici sull’Italia Paese di mafiosi governata da mafiosi perché l’ha sentito alla tv. No?
    PS: anch’io sono molto affezionata a Münster, paradiso dei ciclisti e bellissima città! :-)

  3. francesco ferrari (Monday 12 November 2012 ore 14:08)

    il problema è quando dicono ‘bella ciao’ come se fosse ‘bella italia’. e lì mi incazzo…

  4. Erika (Monday 12 November 2012 ore 14:21)

    Il problema é che molti parlano anche se non sanno. Io non mi permetto di esprimere giudizi netti su un altro Paese perché non mi sento di essere informata a sufficienza. Non bastano i due o tre aggiornamenti settimanali sapientemente messi insieme “dal nostro inviato a”.

  5. francesco ferrari (Monday 12 November 2012 ore 14:25)

    il discorso è articolato e complesso. ha ragione brunHilde a segnalare alcune nostre miserie, vero è anche che ogni terra produce le proprie. ognuno è esposto alla proprie degenerazioni, il semplice nel semplicismo, l’intellettuale nell’intellettualismo et simili. e se noi degeneriamo sul nostro lato “ma che siamo in un film di alberto sordi?” (per dirla con moretti), cioè in un misto di cafonaggine, caciaronaggine, e pecorecciume (in realtà, albertone ha anche cose splendide da offrirci), loro degenerano in un’attitudine da visitatori allo zoo. da molti mi son sentito osservato nella mia italianità come un animale raro dietro le sbarre cui fare foto, una bestia esotica (ma manco tanto, visto che siamo migliaia e migliaia!) da guardare con un misto di curiosità, compassione, e latente invidia. tutto questo senza scomodare la troppo facilmente sollevata reductio ad hitlerum, che oltre a essere un vero e proprio ‘asso piglia tutto’ per cui i tedeschi escono inesorabilmente con la coda tra le gambe, è ingiusto come sparare a una mosca con un cannone di navarone (ho detto mosca, non libellula colorata eh!). la cosa che più mi dà fastidio probabilmente è il loro essere ‘bambini ricchi cresciutelli’, il che lo riscontro veramente in tanti, forse perchè qui nel Baden il Geld circola. e bambini ricchi cresciutelli che pare sappiano poco quanto sa di sale lo pane altrui, grado zero dell’esperienza, e via dicendo. potrei continuare per ore, mi fermo.

  6. Erika (Monday 12 November 2012 ore 14:33)

    Sottoscrivo tutto. Come non mi verrebbe (mai e poi mai!) in mente di scherzare con un tedesco sul nazismo, vorrei che si evitasse di associare, cosí di frequente e in maniera superficiale, l’Italia alla mafia. Tanto per fare un esempio.

  7. Salvatore (Monday 12 November 2012 ore 20:48)

    Secondo me non c’e’ nessun altro pease che ami l’Italia, ed in particolare la cultura italiana, come la Germania. I tedeschi conoscono molto dell’Italia, della sua storia, della sua arte, del suo paesaggio, ne sono interessati ed attratti fin dai tempi dell’Italienische Reise di Goethe come nessun altro popolo. Cosa che, per esempio, non ho riscontrato in Inghilterra, in cui ho vissuto quattro anni: li’ c’e’ un certo disinteresse per cio’ che accade oltremanica e si ha davvero la sensazione di stare in un altro mondo.
    Tuttavia se il loro rapporto dei tedeschi con l’Italia e’ di amore e ammirazione, il loro rapporto con gli Italiani mi sembra un po’ piu’ problematico. Da un lato tendono ad idealizzare, senza cattiveria, l’italiano: gli italiani vanno tutti all’Opera, tutti amano l’arte e vestono bene, tutti sanno cucinare alla perfezione, fino al mangiare pasta tutti i giorni. Dall’altro ci vedono ancora come persone poco affidabili oppure esclusivamente come quelli dei ristoranti italiani o come i gastarbeiter degli anni ’60.
    Io pero’ non darei molto peso a queste cose, anche noi italiani in fondo abbiamo in mente degli stereotipi sui tedeschi, in fondo io penso che con gli stereotipi, quando non siano razzisti ed offensivi, ci si puo anche scherzare su, basta non prenderli troppo sul serio. Se mi dicono che mi piace cantare perche’ sono italiano, ci rido su, se mi dicono che sono mafioso, mi arrabbio sul serio. Quindi battute sulla mafia, per quanto mi riguarda, non se ne possono accettare. Molte persone all’estero hanno un’immagine, per cosi’ dire pittoresca, della mafia, pensano sia un fatto di gente arretrata delle montagne del Mezzogiorno, senza sapere quello che realmente significhi in termini di penetrazione economica, che cioe’ la mafia e’ presente anche in Germania. La mafia e’ un problema reale, quindi quando capita bisogna parlarne seriamente senza scherzarci su.

    Chiudo dicendo che pero’, pur vivendo da cinque anni all’estero, il peggior razzismo nei mei confronti (terrone di merda, africano, etc.) l’ho ricevuto in Italia da italiani (diciamo provenienti da quella parte d’Italia al di sopra del Po), non da tedeschi o altri stranieri.

  8. Erika (Tuesday 13 November 2012 ore 11:42)

    La tua analisi é impeccabile, Salvatore. Sono d’accordo su tutto. Anche sul carrettiere di Spaccanapoli ;) che, appunto, probabilmente non esiste. Come non esiste nessun italiano, credo io, che esclami “mamma mia” facendo quel caratteristico gesto con le mani che ogni tedesco ci attribuisce in quanto italiani. Ma gli stereotipi, anche su questo hai ragione, esistono dappertutto. Come suggerisce giustamente MaryDave, con storie di birra, crauti e lederhosen si potrebbe controbattere allo stesso livello. Evitiamolo.

  9. MaryDave (Monday 12 November 2012 ore 21:00)

    Mah, qualsiasi cosa detta da un popolo che beve birra al posto dell’acqua, lascia il tempo che trova. E io non è che difendo l’italiano, anzi. Ma il tedesco ha solo da star zitto e ringraziare di essere nato in una nazione benestante.

  10. MaryDave (Monday 12 November 2012 ore 21:01)

    ops, togliete il di prima di ringraziare, non c’è il tastino edit :P

  11. Erika (Tuesday 13 November 2012 ore 11:43)

    comunque Mary il tastino edit ce l’ho solo io, gné gné :P ho provveduto a correggere :) Bacioni!

  12. Salvatore (Monday 12 November 2012 ore 22:52)

    un carrettiere, pero’, finanche a Spaccanapoli, e’ improbabile trovarlo…

  13. duran63 (Tuesday 20 November 2012 ore 23:44)

    Anch´io credo che in realtá noi siamo molto più arroganti ed offensivi nei confronti dei Tedeschi. Sí il gouda nella pizza Margherita non mi piace, e viene fatta da pizzaioli Italiani(???) Un po´come il ragù alla bolognese che nuota nel pomodoro.
    In occasione dei Mondiali poi si sono dimostrati dei signori, facendomi i complimenti dopo Italia- Germania ( anche noi l´avremmo fatto).
    Se c´é qualcuno che mi irrita invece é proprio André il mio compagno, che dopo tre anni mi fa le stesse battute su Berlusconi, su mio padre siciliano e mafioso ( in realtá ama la Sicilia, ma gli piace rompere) etc.etc.
    Da quando mi conosce si vanta di essere un conoscitore di vini italiani. In realtá non riconosce un Merlot da un Cabernet…Ma fa il ragù divinamente

  14. Erika (Wednesday 21 November 2012 ore 17:26)

    Se fa il ragú divinamente, gli si può in effetti perdonare molto. Non tutto, ma molto.

  15. Micha (Tuesday 27 November 2012 ore 15:53)

    Be´ , Francesco :
    per ognuno di noi le critiche che hanno senso sono quelle del paese d origine,no?

  16. redpoz (Wednesday 19 December 2012 ore 13:31)

    quella sulla pasta “tutti i giorni” è stata una battaglia che ho dovuto affrontare a lungo (anche in Francia, per la verità)… non si capacitavo proprio. inutile poi insistere sulla varietà, non secondaria, dei sughi.
    e guai a fargli notare la frequenza con cui mangiano wurst.

    per non parlare della battaglia di una sera per convincerli che con la pizza ci va la birra, e non un vino!!

    comunque concordo con te: loro ci amano veramente, tantissimo. alla follia.
    noi, per lo più, li odiamo semplicemente

  17. Erika (Thursday 20 December 2012 ore 12:47)

    Ci amano, lo credo anch’io. Eppure a volte ci sottostimano. Tempo fa avevo letto questo (http://www.viaggio-in-germania.de/tedeschi-italiani.html), conosci?

  18. redpoz (Thursday 20 December 2012 ore 13:46)

    no, vado a vedermelo subito

  19. Sara (Thursday 10 January 2013 ore 16:33)

    Loro ci amano moltissimo. Sì amano il nostro Paese ma amano soprattutto noi.
    Perché noi siamo ciò che loro non riescono ad essere: solari, affabili, simpatici, interessati e accoglienti. Amano il nostro Paese perché per loro è sinonimo di relax, sole, caldo, fancazzismo.
    Ho visto famiglie della Baviera venire a cercarmi solo per raccontarci del più e del meno perché io ho il sorriso stampato in faccia.
    Una Signora 40enne, a mio parere molto bella, con marito e figli, tutti sportivi, biondi e tonici mi ha chiesto “ma come fate voi italiani ad essere sempre così in forma?”…ehm…mangiamo tanta verdura?!…
    A Parigi, nella RER ho visto tedeschi tapparsi le orecchie perché degli zingari “suonavano” la fisarmonica…
    Ed è vero che noi non li amiamo molto ma perché siamo un popolo di egoisti ignoranti. Non ci interessiamo a loro se non per lo spread, o per il calcio o la birra. Come non ci interessiamo a nessun altro popolo. In Arabia se dici “italiano” la parola seguente è “bar e calcio”.

    Personalmente io amo loro perché sono quello che noi non siamo: efficienti, garbati, discreti, efficaci, seri, sportivi, non egoisti e ordinati. Poi riescono a combinare di quei pasticci in cucina, nel vestire, che…come si fa a non amarli?

  20. Erika (Friday 11 January 2013 ore 17:01)

    Ciao Sara… hmmm, non lo so. Se, quando dici “italiano” una persona pensa “bar e calcio”, io credo che il problema sia in quella persona più che nell’Italia.

  21. x Sara (Sunday 21 April 2013 ore 02:52)

    WOWWW che gran sfilza di cazzate una infilata all’altra, complimentoni

  22. Eleonora B. (Wednesday 15 May 2013 ore 00:25)

    Intervengo su segnalazione del Ferrari, qui sopra.
    Concordo su molte cose già scritte da voi: gli stereotipi sono tanti, frequenti, alcuni sono bizzarri e ostinati, tuttavia tutti i paesi generano stereotipi e tutti ragioniamo per stereotipi nei confronti degli altri, fin qui tutto normale. La peculiarità del caso tedesco, quella rognetta che mi tormenta proprio, secondo me è un’altra.
    È un approccio particolare all’italiano-fisicamente-presente-ed-interlocutore che ho trovato solo nei tedeschi, dopo anni non so ancora come descriverlo. Sia che stiano scherzosamente per darti del mafioso o che stiano per farti un sincero complimento, percepisco sempre la stessa cosa: una fiducia in se stessi, una totale mancanza di dubbio (“starò per di’ ‘na cazzata?”, “me lo potrò permette?”), un candore che non capisco -veramente non capisco- da dove gli venga. Come mai si sentono legittimati?
    Ho provato a darmi delle risposte: hanno tanta immigrazione italiana, con tutto ciò che ne consegue in termini di familiarizzazione con micro-modelli culturali (del tipo: espresso, caprese, basilico, …) che di certo può darti confidenza, ma ne hanno anche di spagnola, per dirne una; ricevono una mole significativa di notizie dall’Italia (anche qui mi chiedo: “perché? cos’è sto voyerismo?”); viaggiano molto nel nostro paese quindi ne conoscono solo uno spicchio, magari anche piuttosto bene, e dunque generalizzano quello che hanno visto in vacanza o nei programmi tv di turismo (ok ma la Grecia, la Croazia, la Spagna allora?); Italia e paesi germanofoni hanno un passato storico turbolento alle spalle in parte ancora da elaborare, ok ma ancora una volta… mica solo con noi!
    Non lo so, di fronte a tanta confidenza tendo a rimanere basita. Eppure ho avuto la fortuna di conoscere gente da quasi tutto il mondo: gente istruita e non, gente benestante e non … ma solo nei tedeschi mi è capitato di vedere quella scintillina di follia in fondo agli occhi (avete presente, vero?) al suono della parola “Italien”. A volte la cosa mi dà fastidio, a volte ne sono lusingata, dipende un po’ dalla persona che ho davanti, ma di certo per me è un enigma.

    Mi viene quasi voglia di tornare per fare la mia indaginina pseudo-antropologica.
    Saluti a tutti, bel thread.

  23. Laura (Friday 21 June 2013 ore 02:42)

    Non ci amano affatto, i tedeschi, e non sono affascinati dall’Italia dai tempi di Goethe. Amano l’Italia, ma l’italiano è solo un perdente che la abita, uno che neanche sa gestirla. Ci adorano dal tempo di Federico Barbarosa che ci ha occupato glorificandoli. E continuano ad occupare il Lago di Garda, quello di Como, la Toscana, che s’è rifatta il lifting per somigliargli (in Toscana i cipressi non facevano parte del paesaggio naturale, il cipresso è anglo-tedesco).

    E purtroppo, dico purtroppo, non ci hanno ancora conquistato definitivamente perché da noi c’è la Mafia. E di quella hanno paura. Altrimenti saremmo già un appendice loro. Finisce che dovremmo pure ringraziarla, la Mafia.

    E non mandate in giro pregiudizi come: i tedeschi sono arroganti. A loro piace, non se ne sentono affatto menomati, perché considerano un giudizio del genere il classico giudizio degli inferiori nei confronti dei popoli superiori. Uno mi ha detto proprio oggi che loro fanno lo stesso nei confronti degli americani. È sinonimo di inferiorità giudicare gli altri arroganti.

  24. Laura (Friday 21 June 2013 ore 03:03)

    A Eleonora, di cui mi è piaciuto molto il post.

    Quella è invidia. Il loro nemico numero uno è sempre e ancora la Francia, che trattano alla pari perché il nemico ha diritto al posto d’onore secondo loro. Noi siamo corredo, un corredo simpatico, allegro come inutile, che pensano di gestire come si fa con i bambini, che li porti al parco e giocano nella sabbionaia. Hai presente il lupo prima di gettarsi sull’agnello? Gli sorride e fa quegli occhietti scintillanti che hai descritto mirabilmente tu.

    Io ho dei vicini che improvvisano un italiano da commedia dell’arte (ritorniamo al carrettiere di Napoli che nessuno ha mai visto in vita sua) per chiedermi gesticolando se posso insegnare l’italiano ai figli. Un corso a gratis. È amore? No, è cupidigia, perché essendo poi vicini all’Italia i loro figli a 20 anni potranno parlare l’italiano e prendere il posto dei nostri, tout court. Ma questa cupidigia non la metterebbero mai in campo con i francesi e nel frattempo neanche con gli spagnoli o i latinoamericani, che avendoli capiti da un pezzo li trattano con dovuta distanza. Scambiano la nostra gentilezza, che ancora sottostà al canone del bello (e che deriviamo direttamente dai Greci prima ancora che dagli antichi romani) per debolezza. Insomma ci provano, siamo così gentili. E quando un francese li manda a cagare e un latinoamericano pure, raccontano che non gli sono simpatici (nel caso dei francesi), o che la cultura è troppo distante (nel caso dei latini). Nel caso nostro, se non sottostiamo al loro rituale dell’italianità, un’Italia che io non conosco, se non ci umiliamo per farli fessi e contenti, se a un certo punto facciampo come loro, drizziamo la schiena e gli indichiamo la strada per tornare a casa, ci considerano strani, atipici, non veramente italiani.