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Peter-Ernst Eiffe, il primo writer tedesco

La storia di Peter-Ernst Eiffe, attivista del movimento studentesco e primo “writer” tedesco della storia. Tappezzò Amburgo con messaggi politici surreali nell’estate del 1968.

graffiti

Dovevate conoscerlo, Eiffe. I primi graffiti in assoluto, in Germania, sono comparsi ad Amburgo per mano sua. Era il 1968. Peter-Ernst Eiffe (pronuncia: aiffe) aveva ventisette anni, girava su una Fiat Seicento sulla quale aveva scritto “Freie Eiffe-Republik” (Libera Repubblica di Eiffe) e tappezzava la città di frasi surreali riferite principalmente a se stesso:

  • Eiffe, arriva l’orso.
  • Eiffe l’orso è caro, forte e potente.
  • Eiffe cerca donne che sappiano il francese e il cinese, così come senatori integerrimi.
  • New York, Tokio, Wandsbek: Eiffe per tutti.
  • Eiffe é bello.
  • Eiffe vuole diventare Primo Ministro.

Eiffe aveva interrotto gli studi di Economia e lavorava allo Statistischen Landesamt, l’ufficio federale di statistica di Amburgo. Venne licenziato nell’aprile del ’68, sostanzialmente per due motivi: 1) aveva riempito la sua postazione di foto di nudo e di un’immagine di Otto von Bismarck; 2) la mattina, insultava in francese il personale addetto alle pulizie. La moglie lo lasciò e portò via con sé anche la figlia di diciotto mesi della coppia, Kathrin.

All’inizio non faceva niente di speciale, Eiffe: scriveva col pennarello il proprio nome un po’ dappertutto all’Università di Amburgo. Poi gli era presa la mano, ecco. Andando avanti, gli era venuta l’abitudine di aggiungere il cognome, l’indirizzo e il recapito telefonico.

Una volta, la compagnia del trasporto pubblico di Amburgo gli inviò una multa di oltre 900 marchi. Lui rispose inviando alla compagnia del trasporto pubblico di Amburgo una ricevuta di oltre 900 marchi per le proprie opere d’arte, a lasciare sottintendere: “Siete voi, semmai, a dovermi dei soldi per quel che faccio”.

Legato al movimento studentesco, Eiffe non riuscì, purtroppo, nell’impresa di diventare Primo Ministro. Il 30 maggio 1968, salì sulla sua Fiat Seicento e guidò fin dentro alla Stazione Centrale di Amburgo; sceso dalla macchina, iniziò tranquillamente a decorare le piastrelle della stazione con dei triangoli (eri pure un hipster ante litteram, Eiffe?). Fu arrestato e ricoverato in una struttura psichiatrica.

Rilasciato a novembre, trovò lavoro in un’agenzia di comunicazione a Düsseldorf. Scriveva testi pubblicitari in dialetto per le minestre della ditta Maggi. Nel 1970 cadde in una profonda depressione: ne seguì un ricovero lungo dodici anni in una clinica psichiatrica dello Schleswig-Holstein. La vigilia di Natale del 1982,  Eiffe scomparve. Il corpo venne rinvenuto qualche tempo dopo in una fossa. Era morto assiderato, accidenti.

Pare, tuttavia, che in un bagno dell’università di Amburgo ci sia la scritta “Eiffe lebt!”, Eiffe vive.

Thursday 18 April 2013 ore 13:03

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