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Rock me Amadeus, ovvero: i miei progressi con la lingua tedesca.

Qualche giorno fa, ho avuto un pazzesco momento d’illuminazione. Mi è capitato di riascoltare, per caso, “Rock me Amadeus”.

il cantante falco nel video di Rock me Amadeus

Si tratta di una mega-hit del 1985 (mio anno di nascita, tra l’altro), nonché del primo e unico singolo in lingua tedesca ad aver raggiunto la prima posizione nelle classifiche americane. Con tutto il rispetto per i fratelli Bolland (gli autori) e per la buonanima del cantante che l’ha portata al successo (l’austriaco Johann Hölzel, in arte Falco), ammetto che “Rock me Amadeus” non incontra troppo i miei gusti, malgrado la mia dichiarata simpatia per i sintetizzatori e la mia attrazione/repulsione per le iperboli anni Ottanta.

“Rock me Amadeus” peró, bisogna dargliene atto, ha un ruolo fondamentale nella storia del rap bianco. Falco, infatti, è stato il primo whitey a scalare con un brano rap la R&B Singles Chart di Billboard. Eminem, per dire, c’è arrivato solamente nel 2002: buonanotte.

L’ultima volta che mi è capitato di ascoltare “Rock me Amadeus”, sará stata una dozzina di anni fa, credo. Una vecchia musicassetta di mia mamma (mu-si-cas-set-ta!!!! Non pronunciavo questa parola da lustri) conteneva “Der Kommissar”, un successo (minore) del signor Hölzel, prematuramente scomparso in un incidente d’auto nel 1998.  Da Alles klar, Herr Kommissar?, appunto, ero poi approdata al video-svarione di “Rock me Amadeus” nel quale Hölzel-Falco, con improbabile parrucca fluo multicolore, scaldava l’atmosfera di un trashissimo party viennese del XVIII secolo. Il testo celebrava un connazionale e in qualche modo “collega” di Falco, il compositore Wolfgang Amadeus Mozart.

Detto ciò, arrivo al punto. L’ultima volta che mi è capitato di ascoltare “Rock me Amadeus”, a sedici anni o giú di lí, credo di non aver afferrato una singola parola pronunziata dal rapper austriaco, ad eccezione di “Come on and rock me Amadeus”. Qualche giorno fa, invece, l’inattesa rivelazione: cambio stazione radio, passano “Rock me Amadeus” e… perdiana. Capisco! Capisco le parole. Le capisco (quasi) tutte. Ogni verso di “Rock me Amadeus” acquista improvvisamente un senso.

  • Amadeus era un figo, era un punk, era pieno di debiti perché sbevazzava, ma era pieno di donnine!
  • Er war Superstar, er war populär, er war so exaltiert, because er hatte Flair!
  • Ed era per tutti questi motivi che tutti quanti gli dicevano: “Come on and rock me Amadeus”!

Una cosa simile mi era capitata con un altro successo mondiale della musica made in Germany, Narcotic” dei Liquido.  Lí peró, non senza un po’ di delusione, avevo improvvisamente realizzato che non chiamava la ragazza “biscottino” (cookie), bensí diceva: “And I called your name / My cocain“.

quel momento in cui capisci improvvisamente il testo di una canzone straniera

Al contrario, grazie a Johann Hölzel in arte Falco, sono diventata per alcuni secondi un tutt’uno con quel che Friedrich Nietzsche, nella “Nascita della tragedia”, definisce spirito apollineo. La fermata della metro Hamburger Straße si è trasformata in un tempio dorico. Ho visto l’ordine delle cose e… nulla: semplicemente, mi piaceva riferirvelo. Rock rock rock rock me Amadeus.

La mia scalata al livello di lingua tedesca C2, ovviamente, non si ferma. Come prossimo obiettivo vorrei pormi L’anello del Nibelungo.

Tuesday 18 December 2012 ore 17:50

Commenti

  1. Torquitax (Tuesday 18 December 2012 ore 20:03)

    No no io direi di porti obiettivi molto più ambiziosi, tipo leggere il Nibelunglied direttamente in tedesco altoantico. O declamare a Franz le poesie dei Minnesänger con perfetta inflessione protogermanica. Secondo me spaccheresti di brutto!!

  2. Brunhilde (Wednesday 19 December 2012 ore 00:05)

    Capperi, il Goethe ha cambiato i nomi degli esami!!
    Ah, già… Io il mio l’ho fatto nell’inverno del 2001 (è stato lì che ho scoperto chi sono i Fluglotsen). Ahem.
    Ich bin eine alte Schachtel.

  3. Erika (Thursday 20 December 2012 ore 12:38)

    Ach, Brunhilde. Du bist eine Wunderschachtel! : *

  4. arisio (Wednesday 19 December 2012 ore 11:52)

    Narcotic la ballavo con in braccio il frutto dell’unione con l’aliena dell’arcipelago che ora fa il liceo linguistico: se la cava in tedesco dopo che l’ho costretta a frequentare un corso di tre settimane del Goethe in una sorta di maniero bavarese in camera con greche, rumene, russe e turche. Il tuo anello del Nibelungo mi pare negromantico quanto quello bramato da Gollum, viele glueck! (si scrive cosi’ perche’ io il tedesco l’ho studiato solo per cercare di intrecciare la lingua con la prof 18enne di tedesco quando io ne avevo 29…….^_^)

  5. Erika (Thursday 20 December 2012 ore 12:40)

    Ahah Arisio… e ti é riusciuto, lo scambio culturale con la tedeschella? :)

  6. Momo (Thursday 20 December 2012 ore 01:27)

    Devo ringraziare Torquitax per avermi fatto scoprire il tuo blog (ti sei guadagnata una nuova assidua lettrice!)… mi presento, nome in codice Momo, classe 1985, laureata umanista/linguista, residente a München. Anch’io ho provato un brivido come il tuo quando durante l’Oktoberfest (e con l’aiuto di qualche Maß di birra) sono riuscita a cantare ma soprattutto a capire le canzoni in bavarese… che a detta dei non-bavaresi sembra il tedesco pronunciato da un ubriaco, ma si sa: se in vino veritas, in boccalis birra figuriamocis! ;-)

  7. Erika (Thursday 20 December 2012 ore 12:53)

    Ehi, ciao! Sto dando un’occhiata al tuo blog! Che bello trovare tanta gente nella mia stessa tragicomica situazione di s-paesamento… tra l’altro, umanista pure tu, e pure tu `85. Freue mich!!!

  8. Rock me Amadeus, ovvero: i miei progressi con la lingua tedesca | QuiVienna (Thursday 20 December 2012 ore 10:53)

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  9. arisio (Thursday 20 December 2012 ore 14:19)

    Certo che no Erika cara, siamo pero’ rimasti molto amici e lei ha sposato una versione tedesca di me, cioe’ uno col mio stesso nome in tedesco…..una GRANDE soddisfazione…… :(

  10. Erika (Thursday 20 December 2012 ore 14:31)

    E tu un’aliena! Vuoi mettere? Non c’è neanche paragone.