Amburgo
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Tocotronic, musica da Amburgo (che non é Seattle)

La lingua tedesca ha delle parole che mi piacciono un sacco. Una, per esempio, é Ohrwurm. Letteralmente significa “verme nell’orecchio” e viene usata per indicare quei tormentoni musicali di cui non ci si riesce a liberare (o non si vuole) e che, perciò, passano nella testa a rotazione continua durante ogni momento della giornata: quando si cammina, quando si aspetta il verde al semaforo, quando si osservano le facce delle altre persone sulla metro.

Da quando sono arrivata, la maggior parte dei vermi amburghesi che mi passeggiano nelle orecchie appartengono a una band nata proprio qui ad Amburgo diciannove anni fa: i Tocotronic.

Ti presento i Tocotronic.

Il mio Ohrwurm numero uno é, senza dubbio, Nach Bahrenfeld im Bus. Bahrenfeld é un quartiere di Amburgo. Nach Bahrenfeld im Bus descrive una desolazione che qui (non solo qui, certo; ma soprattutto qui) ho esplorato  fino in fondo.

Amburgo Torre della televisione

Halt mich fest ich glaub, ich brauch das jetzt

Kauf mir ein Bier, ich trink es dann bei mir

Ich steige ein und bin dann gern allein…

Nach Bahrenfeld im Bus.

Tienimi stretto, in questo momento credo di averne bisogno, accidenti (no vabbé, “accidenti” non lo dice)

 

Sotto vari aspetti, non possono non ricordarmi i Marlene Kuntz o gli Afterhours: anche i Tocotronic, infatti, sono stati capaci di cose meravigliose negli anni Novanta e, subito dopo, hanno fatto uscire dischi irrilevanti e snob che non reggono il confronto col passato. I Marlene Kuntz, prima di diventare pessimi, hanno scritto Nuotando nell’aria, Sonica, Festa mesta.  I Tocotronic, negli stessi anni ma un po’ più a nord di Cuneo, hanno appagato gli appetiti musicali di una generazione di teenager scontrosi quanto me, ma intrappolata più al buio e più al freddo di me, con i due album fondamentali  Digital ist besser (1995) e Es ist egal, aber (1997).

Tocotronic Digital ist besser

Io purtroppo, dal Sud Europa, li ho scoperti tardi. I Tocotronic d’annata avrebbero avuto tutte le carte in regola per piacermi: suoni grezzi, titoli ironici e stralunati (“Michael Ende hai distrutto la mia vita”, “Voglio far parte di un movimento giovanile”), testi che raccontano con sarcasmo e irritazione la quotidianità più grigia. Storie di noia, timidezza e di occasioni perdute.

Me li ha fatti conoscere un amico di Berlino linkandomi il video di Neu in der Hamburger Schule quando ha saputo che mi ero appena trasferita ad Amburgo. Da quel momento, sono diventati la colonna sonora dei miei non facili inizi nella libera città anseatica.

Letztes Jahr im Sommer mi riportava, appunto, ai mesi trascorsi a Berlino nel tentativo di rimandare lo scontro con la realtà all’uscita del percorso universitario.

Wir sind hier nicht in Seattle, Dirk, invece, é stato il brano fondamentale dei primi mesi ad Amburgo. Dice: “Qui non siamo a Seattle, Dirk, né mai lo saremo”. Trovo abbia perfettamente ragione. Dirk, tra l’altro, era il nome del mio coinquilino dell’epoca. E che Amburgo non fosse Seattle avevo iniziato a ripeterglielo molto spesso. Per motivi anzitutto anagrafici, credo non abbia mai capito.

Una terza canzone alla quale sono affezionata è Die Idee ist gut, doch die Welt noch nicht bereit, ovvero “L’idea è buona, ma il mondo non è ancora pronto”. Ti ritrovi a salutare uno sconosciuto che incroci in stazione, pensando che magari ha dei problemi e vorrebbe parlartene. Ti viene in mente che potresti invitarlo a bere una Coca Cola nel baretto di fronte, poi peró ci rifletti e ti dici ma no, figuriamoci, probabilmente non ha tempo. L’idea è buona, però il mondo non è ancora pronto a questo genere di cose. Peccato. (Un po’ com’era successo a me la settimana scorsa con Elvis, tra l’altro).

La mia heavy rotation dei Tocotronic attualmente comprende:

  • Nach Bahrenfeld im Bus
  • Wir sind hier nicht in Seattle, Dirk 
  • Die Idee ist gut, doch die Welt noch nicht bereit 
  • Es ist egal, aber 
  • Letzes Jahr im Sommer
  • Vier Geschichten von dir
  • Ein Abend in Rotary Club
  • Gehen die Leute

Sono tutte dei primi album. Quelli che vale davvero la pena di ascoltare, in definitiva. Erano gli anni Novanta e Dirk (Dirk Von Lowtzow, il cantante e chitarrista dei Tocotronic) era uno studente universitario di Friburgo che viveva ad Amburgo sognando Seattle. Diciassette anni dopo, Seattle non ha certamente piú lo stesso significato ed io non so bene cos’é che posso sognare. Però, in qualche modo, il Dirk di allora un po’ lo capisco.

Amburgo Jungfernstieg

Prossimi concerti.

Nel 2013, oltre a festeggiare i vent’anni di carriera, i Tocotronic suoneranno a Berlino il 27 gennaio (al Lido, già tutto esaurito), ad Amburgo il 28 gennaio (Thalia Theater), a Dortmund il 1 febbraio e a Vienna il 6 febbraio. Per la recensione del nuovo album,clicca qui.

Tuesday 06 November 2012 ore 20:19

Commenti

  1. MaryDave (Wednesday 07 November 2012 ore 22:46)

    forte!! però il verme nell’orecchio non è un modo di dire che adotterei con tanto piacere :P

  2. Erika (Thursday 08 November 2012 ore 11:27)

    Ma é una cosa bella :P

  3. FrancescaJane (Wednesday 28 November 2012 ore 19:54)

    Ohrwurm! E’ stata una delle prime parole che il mio ragazzo (tedesco) mi ha insegnato!
    Da domani inizio ad ascoltare i Tocotronics!

  4. Erika (Wednesday 28 November 2012 ore 20:10)

    Fammi sapere cosa ne pensi, poi!

  5. Monica (Friday 12 April 2013 ore 17:32)

    Mmm, questo articolo non l’avevo ancora letto. Mi ero fermata alla recensione di “Wie wir leben wollen”.