Amburgo
Germania, mondo.
Storie tra Italia e Germania
Tedeschi, cultura e tendenze

“Wie wir leben wollen”: il nuovo album dei Tocotronic

 

Un collega, qualche giorno fa, mi scrive un messaggio enigmatico: “Wie willst du leben?” Come vuoi vivere, punto di domanda.  D’accordo, abbiamo entrambi studiato filosofia; ma una domanda cosí a bruciapelo, da lui, non me l’aspettavo. Ciò non significa che la questione mi colga impreparata. Figuriamoci un po’. Sto già per partire con citazioni dall’Etica Nicomachea, quando mi arriva la seconda parte del messaggio: “E’ uscito il nuovo album dei Tocotronic, ‘Wie wir leben wollen’”. Ovvero: “Come vogliamo vivere”, senza punto di domanda.

Wie wir leben wollen Album

Wie wir leben wollen

Gli ultimi lavori (“Schall & Wahn” del 2010 e il brutto “Kapitulation” del 2007) davano la netta impressione che i Tocotronic, all’avvicinarsi delle quaranta candeline,  avessero imboccato la via del rock alternativo più spocchioso, perdendo la spontaneità e l’apprezzabilissima rudezza dei dischi realizzati negli anni Novanta.

In “Kapitulation”,  ad esempio, i Tocotronic mi erano apparsi invecchiati e boriosi; attraverso “Wie wir leben wollen”, uscito quattro giorni fa per la Universal, dimostrano di aver fatto il punto della situazione: si sono effettivamente posti la domanda “Come vogliamo vivere” e, almeno in parte, hanno provato a recuperare una certa continuità con lo stile delle origini senza risultare né patetici, né irritanti. Fermo restando che nulla li riporterà alle glorie di “Digital ist besser” (1995) o di “Es ist egal, aber” (album del 1997), con questo nuovo album, perlomeno, la band di Amburgo si reinserisce sulla corsia giusta. Vediamo come, appunto.

Tracklist

 

1. Im Keller

2. Auf dem Pfad der Dämmerung

3. Abschaffen

4. Ich will für dich nüchtern bleiben

5. Chloroform

6. Neutrum

7. Vulgäre Verse

8. Warte auf mich auf dem Grund des Swimmingpools

9. Die Verbesserung der Erde

10. Exil

11. Die Revolte ist in mir

12. Warm und grau

13. Eine Theorie

14. Höllenfahrt am Nachmittag

15. Neue Zonen

16. Wie wir leben wollen

17. Unter dem Sand

 

I brani più orecchiabili (che non è per forza un bella cosa), molto simili tra loro, sono “Ich will für dich nüchtern sein” e “Auf dem Pfad der Dämmerung”, uscito come primo singolo (accompagnato da un videoclip orrendo che porta a chiedersi a quale target puntino i produttori dei  Tocotronic). “Auf dem Pfad der Dämmerung”, comunque, potrebbero benissima averla scritta i Baustelle (che a me piacciono; quindi questo, tutto sommato, va letto come un complimento).

 

Wie wir leben wollen”, invece, la ricollego agli Afterhours di “Ballata per la mia piccola iena”, anche se non é altrettanto degna di essere la traccia che dà il titolo all’album. Per continuare il gioco (sempre un po’ forzato) delle analogie, l’intro di “Warte auf mich auf dem Grund des Swimming Pools”, titolo nonsense che riprende un’antica tradizione della band (come dimenticare “Michael Ende du hast mein Leben zerstört”  o “Die Idee ist gut, doch die Welt noch nicht bereit”?), mi ricorda “True Blue” di Dirty Beaches. “Neutrum”, “Eine Theorie” e “Im Keller”, poi, hanno qualcosa dei Grizzly Bear (soprattutto, l’ultima, i cori di “Colorado”).

Cos’altro c’è tra le diciassette tracce di “Wie wir leben wollen”, registrato nello studio Candybomber a Berlino Tempelhof con un’apparecchiatura del 1958? Del post-rock (“Die Verbesserung der Erde”, “Warm und Grau”), un po’ di shoegazing (“Auf dem Pfad der Dämmerung“, “Exil“) , di dream pop (“Unter dem Sand“), di elettronica alla Kraftwerk (“Lied der Jugend“) e, infine, il folk rock di “Chloroform“,  “Monchichi e “Die Revolte ist im mir“. Nessun brano intramontabile, forse, eppure un paio di melodie rimangono in testa.

Problema mio, in parte, quando le parole non mi conquistano: sono abituata ad ascoltare musica anglosassone e i testi in tedesco rimangono spesso uno scoglio, per me. Non è esattamente una lingua fluida, insomma. I vocaboli lunghissimi e i suoni aspri esaltano nei pezzi dei Kraftwerk, appunto, o degli Einstürzende Neubauten; quando si tratta di altri generi, al contrario, non riesco a fare a meno di considerare il tedesco in musica come un difetto congenito al quale bisogna abituare l’orecchio. La voce del fascinoso cantante Dirk von Lowtzow, ad ogni modo, rende il compito molto meno spiacevole. La citazione definitiva da quest’album potrebbe essere “sono un ‘neutro’ con un senso, un assessuato con un significato”: “Ich bin ein Neutrum/mit Bedeutung“. Che si può anche ballare, wow.

I Tocotronic in tour.

Per chi riuscirà ancora ad accaparrarsi i biglietti, dopo le prime, fortunate esibizioni a Berlino e ad Amburgo, i Tocotronic proseguono il loro tour in Germania, Austria e Svizzera.

01.02.2013 Dortmund, FZW (VISIONS Party)

06.02.2013 Wien, Burg

06.03.2013, Bremen (D), Theater

07.03.2013, Düsseldorf (D), Zakk

08.03.2013, Heidelberg (D), Hallo O2

09.03.2013, Zürich (CH), Rote Fabrik

10.03.2013, Freiburg (D), Haus der Jugend

12.03.2013, Stuttgart (D), LKA

13.03.2013, Offenbach (D), Capitol

14.03.2013, Münster (D), Jovel Music Hall

15.03.2013, Hamburg (D), Große Freiheit 36

03.04.2013, Hannover (D), Capitol

04.04.2013, Köln (D), E-Werk

05.04.2013, Würzburg (D), Posthalle

06.04.2013, München (D), Tonhalle

07.04.2013, Graz (AT), Orpheum

09.04.2013, Wien (AT), Arena

10.04.2013, Linz (AT), Posthof

11.04.2013, Erlangen (D), E-Werk

12.04.2013, Leipzig (D), Haus Auensee

13.04.2013, Dresden (D), Schlachthof

13.04.2013, Berlin (D), Columbiahalle

 

Wednesday 30 January 2013 ore 14:24

Commenti

  1. hispter (Friday 01 February 2013 ore 16:22)

    Super album

  2. Erika (Friday 01 February 2013 ore 16:36)

    Noi amiamo i Tocotronic. :)

  3. Erica (Friday 15 February 2013 ore 21:27)

    Mi piacciono troppo i Tocotronic e quest’album è uno dei migliori! Personalmente trovo che i testi siano sempre abbastanza ricchi, mi piace ascoltarli.

  4. Erika (Monday 18 February 2013 ore 13:58)

    Vado a sentirli il 16 al Große Freiheit… non vedo l’ora :)